Crescione e Piadina Romagnola a modo mio !

Crescione e piadinaBuonissima, la mia prima volta!!!

Ho voluto fare da me l’impasto della piadina, attingendo dalle esperienza dei miei vari amici, il risultato è stato molto soddisfacente, anche rispetto a quelle piadine comprate già fatte. Ingredienti: 500 gr di farina 00 biologica, 250 ml circa di acqua, un cucchiaio e mezzo di strutto a temperatura ambiente, un cucchiaino raso di sale fino e una punta di bicarbonato. Metto gli ingredienti nella impastatrice e lavoro la pasta per una decina di minuti,  lascio riposare per circa un’ora l’impasto avvolto nella pellicola, infine preparo delle palline del peso di circa 80/90 gr  e le lascio riposare ancora per quasi un’ora in un contenitore ermetico. A quel punto stendo l’impasto con il matterello. Con una forchetta la bucherello per non far formare durante la cottura delle bolle che potrebbero bruciarsi e cuocio sul “Testo” o come nel mio caso in una padella di ghisa molto calda per un paio di minuti per lato. PiadinaPer il Crescione, farcisco la piadina con della mozzarella fior di latte ben sgocciolata e della passata di pomodorini di Pachino con origano di Sicilia e la delizia, dopo poco è servita!!!!!!!!!!!!Crescione Romagnolo

CrescioneDimenticavo, per sigillare il Crescione, spennellate il bordo con un poco di acqua e aiutatevi con i rebbi di una forchetta. Questo Crescione mi ha entusiasmato!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Focaccia alle Cipolle

Focaccia alle CipolleVeramente ghiotta!!!!!!! 

Ultimamente mi sto dedicando alla preparazione di pane e focacce e all’inizio i risultati sono stati piuttosto deludenti, ma ora a mio avviso, raggiungo la sufficienza! Dosi: 500 gr di farina 0, 250 ml di acqua, un cucchiaino raso di sale, 2 gr di lievito fresco di birra, un cucchiaio di strutto e 2 cipolle medie. Impasto la farina con l’acqua dove avrò lasciato sciogliere e riposare per mezz’ora il lievito, metto il sale e lo strutto a temperatura ambiente nella planetaria. Prendo la mia bella palla di impasto e la stiro sui quattro angoli e la lascio lievitare per circa otto ore o più. Premetto, l’ho preparata alle dieci di mattina, stesa in teglia alle sette di sera, poi c’era l’aperitivo con mia moglie sul lago ed in fine sono riuscito ad infornarla alle otto e trenta. Comunque, sempre la mattina affetto due cipolle medie e le lascio macerare con sale, olio extra vergine e del pepe nero sino alla sera. Come dicevo stendo l’impasto e lascio riposare ancora per circa un’ora, ricopro con le cipolle ed inforno a 250° fino a cottura completa (20 minuti circa). Credetemi, una meraviglia!!!!!!!!!!!!!!!!!                                                                                                                                             focaccia alle cipolle dorateFocaccia

Fagiolini con Aglio,Olio, Aceto Balsamico e origano di Sicilia

Fagiolini con olio aglio origano e aceto balsamicoOvvero, i fagiolini che mi preparava mia madre…..

Quando ero ragazzo, in estate, tornavo sempre tardi a casa e mia madre mi faceva trovare la classica cena fredda, era bravissima a cucinare, con poco riusciva a far grandi cose, tra i quali questi fagiolini gustosissimi.

Si fanno cuocere a vapore e ancora caldi si versano in una zuppiera con del buon olio, aglio a pezzetti, alcune gocce di aceto balsamico, origano di Sicilia e un pizzico di sale. Si lascia riposare per un’ora affinchè i sapori si uniscano tra di loro. Fantastica semplicità !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Farinata Di Ceci

Farinata di CeciOttimo stuzzichino…….

Ingredienti: 900 ml di acqua , 300 gr di farina di ceci, poco meno di mezzo bicchiere di olio extravergine, poco sale e pepe nero.

Prendete una ciotola e versate la farina di ceci, aggiungete, poco alla volta l’acqua e con una frusta amalgamate il tutto, ottenendo un liquido denso, ma attenzione a non formare grumi. Lasciate riposare per alcune ore, non oltre le otto. Se si formerà della schiuma toglietela con un mestolo forato.Prima di infornare in una teglia bassa (un paio di centimetri di spessore), aggiungete poco sale, vi raccomando, l’olio e il pepe. Cuocete in forno statico a 220° fino a vedere formarsi una deliziosa crosticina.


Farinata
La si potrà gustare con dei formaggi a pasta molle e con un bicchiere di buon Chianti………

Riso Venere con Scarola Stufata e code di Gamberi

Riso Venere con Scarola stufata e code di GamberiMia moglie Elsa aveva ragione…………

Ogni tanto, “la mia Elsa” mi sottopone delle ricette che trova in alcune riviste femminili e mi chiede di riproporle. Io, con malcelato orgoglio, snobbo e la convinco che sono delle ricettine inventate sul momento ma mai provate “sul Terreno”. Nel caso di questa ricetta, mi sono dovuto ricredere, con pubbliche scuse. Porto a cottura del riso Venere in acqua bollente, lo  unisco con dei pomodorini freschi tagliati a pezzetti e olio extra vergine siciliano. Prendo dei mazzi di Scarola e in una padella, con olio, aglio in camicia, poco sale e pepe nero, lascio stufare a fuoco lento, fino a cottura. Code di gambero cotti a vapore per pochi minuti ed erba cipollina, completeranno il piatto.

IMG_1368Veramente un abbinamento di sapori magnifico, da provare. !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Focaccia con Pomodorini, Acciughe e Origano

Focaccia con pomodorini e AcciugheSemplice Stuzzichino

Ieri mattina, ho pensato, adesso preparo una focaccia. Con la macchina del pane impasto 500 gr di farina Manitoba con un pizzico di sale, meno di un grammo di lievito fresco di birra sciolto in 250 ml di acqua, lasciato riposare per trenta minuti e un paio di cucchiai di olio extravergine. Lascio il tutto a lievitare per circa 4 ore e delicatamente stendo l’impasto in una teglia leggermente oliata. Sistemo i pomodorini tagliati a metà, le acciughe, origano e irroro ancora con dell’olio extravergine. Inforno a 250° e dopo 10 minuti ecco il risultato………………..

La Mortandela della Val di Non

la mortandela della val di nonSplendida…….

Vi allego le caratteristiche meravigliose di questo presidio Slow Food. Ovviamente, scoperta nel negozio “La Dispensa”. In passato, in Val di Non, ogni famiglia usava acquistare un maialino alla Fiera dei Santi e allevarlo per circa 12 mesi a patate, crusca, scarti di ortaggi e fieno. Con la carne si produceva il più tipico dei salumi della Val di Non, una zona storicamente a forte vocazione norcina, usando esclusivamente il suino, compresa la gola e, più raramente, il cuore e i polmoni. Oggi la mortandela è ancora prodotta artigianalmente da alcuni produttori, ma è sempre più difficile recuperare la materia prima migliore, ovvero maiali pesanti allevati con alimenti naturali.
Dalla curiosa forma a polpetta, fortemente affumicato e dal caratteristico colore bruno, questo antico salume si ottiene disossando le carni, sgrassandole, snervandole, macinandole e aggiungendo un miscela di spezie. L’impasto così ottenuto si divide in piccole porzioni di circa due etti. A questo punto le carni non sono insaccate, ma appallottolate e adagiate su assi di legno, su uno strato di farina di grano saraceno. Dopo una prima asciugatura di circa 12 ore si passa all’affumicatura (a una temperatura di circa 25°C) e, dopo sei o sette ore, le mortandele devono essere girate, una a una, perché si asciughino e affumichino in modo uniforme. Dopo una settimana sono pronte, ma è meglio aspettare almeno un mese per il consumo.
La mortandela è un prodotto sostanzialmente fresco. Al naso non deve prevalere l’odore di carne e le spezie non devono essere troppo invadenti. In bocca la qualità dipende dalla buona mondatura della carne: non si devono sentire nodi, parti coriacee e cartilagini. Si può consumare cruda o cotta in abbinamento a polenta, patate o verdure di campo lesse, come il tarassaco.

La dispensa